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Lug

Cosa fa un consulente di Visual Merchandising?

E’ tempo di fare un po’ di chiarezza. Di sicuro ne trarrà beneficio la mia nonna, che ogni volta mi dice “io non ho ancora capito che lavoro fai”, ma anche, e soprattutto, i negozianti a cui mi propongo, che spesso mi liquidano con un no grazie – non mi serve la vetrinista – il negozio è mio e lo gestisco io – abbiamo sempre fatto così.

Però, per parlare di cosa fa il consulente di Visual Merchandising, devo partire da cosa NON fa.

Non progetta il negozio. Il Visual Merchandiser non è un architetto o uno store designer, ma lavora in collaborazione con queste figure professionali, e sa parlare il loro linguaggio. Trasmette all’architetto le necessità espositive del negozio, spiega quali sono i flussi dei clienti, che prodotti devono stare accanto a quali, come vanno abbinati ed  esposti, in modo che l’architetto possa progettare degli spazi idonei.

Non riempie le vetrine. Studia le vetrine e le pianifica, con in mente l’obiettivo da raggiungere. Non si tratta di fare vetrine “belle”, ma vetrine che fanno entrare la gente in negozio.

Non impone il suo gusto. Spesso il timore, soprattutto in un negozio indipendente, è che il Visual Merchandiser faccia le cose “come piace a lui/lei”. In realtà, si tratta di un professionista che ha studiato, che ha esperienza e che si forma continuamente su stili e tendenze. Pertanto, li applica nel negozio se e solo se sono in linea con la categoria merceologica e con il target.

Si, tutto molto bello, ma quindi, cosa fa?

Il consulente Visual Merchandising supporta il negozio in fase di apertura, rinnovamento o valorizzazione.

Identifica gli spazi, e ottimizza sia la distribuzione delle merci che degli arredi, in modo da rendere il negozio il più facile possibile da girare.

Si assicura che i prodotti siano visibili, ma soprattutto che l’esposizione sia leggibile, cioè che il cliente possa immediatamente comprendere il criterio secondo cui sono esposti, in modo da trovare immediatamente quello che cerca. Lavora su abbinamenti, adiacenze, cross merchandising, per favorire la vendita complementare.

Consiglia l’acquisto di strutture espositive, materiali POP, lavora sull’immagine generale del negozio.

Progetta e pianifica le vetrine e il cambio degli allestimenti.

In sintesi, si tratta di una vera e propria consulenza di Marketing. Perché è questo che il Visual Merchandising è, una tecnica di Marketing.

Da parte mia, trovo fondamentale unire alla consulenza la parte formativa. Trasmettere le regole e le linee guida di Visual Merchandising è fondamentale perché il negoziante sappia poi camminare con le proprie gambe. Come in tutte le cose, serve costanza e perseveranza, e monitoraggio dei risultati.

Lavoro da anni con negozi indipendenti, ho visto diversi stili e diverse merceologie. No, non ho mai avuto un negozio, ma di negozi ne ho visti tanti, e di tutti ho cercato di mantenere la personalità e le peculiarità.

Affidarsi a un consulente non vuol dire andare da uno che ti dice cosa fare, ma affidarsi a una persona che ha una specializzazione e che sa guidare, correggere gli errori e valorizzare i punti di forza.

Questo fa, un consulente di Visual Merchandising.